Le solite promesse mancate

Tutti ricordiamo lo tsunami che nel 2006 devastò il sud est asiatico. Le immagini terrificanti riprese da videoamatori vacanzieri e riproposte di continuo in tv si sono impresse nella mente di milioni di persone che hanno accolto l'appello a donare per porre riparo all'emergenza umanitaria esplosa in quella parte del mondo, la cui povertà endemica viene spesso dimenticata.

La solidarietà internazionale si è manifestata in tutta la sua possibile efficacia, dimostrando che, con un impegno minimo da parte di tutti, il cambiamento e un aiuto concreto alle popolazioni bisognose sono possibili. Di fronte alle catastrofi naturali e alle grandi emergenze umanitarie gli aiuti giungono spontanei dalla popolazioni di tutto il mondo.

Molte ONG a carattere umanitario hanno chiesto fondi e sostegno economico per operare in contesti di emergenza.

Purtroppo però lo spontaneismo delle donazioni dei singoli privati, effettuate in casi di emergenze umanitarie, non è esaustivo dei bisogni di popolazioni la cui povertà endemica non può essere risolta attraverso singole misure non coordinate e in particolare indirizzate al tamponamento di situazioni che per loro natura dovrebbero essere transitorie.

La cooperazione allo sviluppo ha avuto prorpio come obiettivo proprio quello di porre fine a queste condizioni strutturali mettendo in campo diverse strategie, attori sociali, ma anche istituzioni nazionali, intergovernative e internazionali, ed ha utilizzato un approccio che consentisse alle popolazioni stesse di raggiungere uno sviluppo sostenibile, di sconfiggere dall'interno ogni tipo di carenza strutturale.

Gli Stati Occidentali si dichiarano comunque seriamente impegnati nell'aiuti ai Pvs. Le promesse solenni degli attori statali vengono però smentite dai fatti... e dalle cifre.

Solo nel 2000 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite stilava gli 8 obiettivi di sviluppo del millennio, il cui contenuto si indirizza in via principale ai Pvs con il raggiungimento degli obiettivi entro il 2015.

Ora siamo a metà strada, edc è possibile fare un primo bilancio, purtroppo molto deludente. Complessivamente solo 5 Stati dell'Europa hanno aumentato i loro aiuti ai Pvs nell'ultimo anno. Tutti gli altri rimnagono fermi e addirittura diminuiscono la cifra destinata agli aiuti.

L'Italia è situata al penultimo posto della  classifica generale 2007 per aiuti allo sviluppo insieme al Portogallo.